cropped-Mondo-in-mano.jpg

Libertà è partecipazione

Viviamo in Comuni nei quali i Cittadini non partecipano più alla vita politica della Città.

Ma, citando una famosa canzone di tanti anni fa, se è vero che “libertà è partecipazione”, con questo atteggiamento i nostri Cittadini si costringono in un ruolo di dipendenza.

È un ruolo che in una certa misura, almeno inizialmente, fa un po’ comodo a tutti: ai Cittadini, perché partecipare costa fatica, richiede tempo e implica assunzione di responsabilità; e agli Amministratori, perché coinvolgere ed ascoltare costa fatica, richiede tempo e implica la necessità di dare risposte, a volte diverse da quelle che ci piacerebbe dare.

Quindi, i Cittadini preferiscono dare una delega in bianco.

E gli Amministratori, passati i buoni propositi della campagna elettorale, accettano volentieri di riempire questa assenza.

Il problema è che quando vengono prese decisioni diverse da quelle che reputano ottimali, le persone, se non sono state coinvolte nel processo decisionale, tendono a percepire la decisione come scorretta, iniqua o, in alcuni casi, addirittura vessatoria.

Da qui (anche), la percezione sempre più diffusa fra i Cittadini di essere vittime di una politica lontana dalla vita reale e dalle loro esigenze.

I Cittadini sono sempre più scontenti e gli Amministratori hanno troppo pochi canali di contatto con loro per riuscire a cogliere con precisione la dimensione e l’oggetto del malcontento.

Il risultato?

  • le politiche attivate sono meno efficaci di quanto potrebbero,
  • i servizi forniti sono sottovalutati e sotto-utilizzati,
  • i Cittadini sono poco contenti anche di Amministrazioni che hanno lavorato con energia e onestà,
  • all’interno della Giunta si creano tensioni dovute all’insoddisfazione percepita e si fatica a tenere una linea comune,
  • alle elezioni successive i Cittadini cambiano voto.

Questi problemi come dimostrato, fra gli altri, da un interessante studio condotto da Turcotte, Dancause e Gedajlovic, sono decisamente ridotti se i Cittadini sono coinvolti nei processi decisionali.

Allora, utilizzare i canali di comunicazione a disposizione (tradizionali e innovativi) e attivare processi di coinvolgimento dei Cittadini (il cosiddetto stakeholder engagement, per chi ama gli inglesismi) non vuol dire solo seguire la moda del momento.

Vuol dire anche porre le basi per attivare politiche centrate sui bisogni del territorio, condivise ed apprezzate dai Cittadini, sviluppate nell’ambito di un piano politico che valorizza le sinergie degli interventi rendendoli più utili e meno costosi.

 

 

 

 

Turcotte, Dancause e Gedajlovic, Public empowerment and actions in an environmental multistakeholder collaborative process August 2003, Academy ofManagement proceedings